Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha pubblicato il DPCM del 20 febbraio 2026 che definisce il riparto delle risorse destinate alle borse di studio per gli specializzandi dell’area sanitaria non medica relative all’Anno Accademico 2024/2025.
Il provvedimento riguarda i professionisti iscritti alle scuole di specializzazione sanitarie non mediche, tra cui biologi, farmacisti, veterinari, psicologi, chimici, fisici e odontoiatri.
A chi sono destinate le risorse
Le risorse assegnate serviranno a finanziare le borse di studio per il periodo formativo compreso tra il 1° novembre 2024 e il 31 ottobre 2025.
Il Ministero ha precisato che i fondi saranno trasferiti agli Atenei dopo il completamento delle procedure amministrative previste.
Un passaggio atteso dagli specializzandi
La pubblicazione del decreto rappresenta un passaggio importante e molto atteso, perché consente di garantire la copertura economica agli specializzandi già iscritti ai percorsi formativi.
Restano però ancora aperte alcune questioni che riguardano il prossimo Anno Accademico 2025/2026.
Tra i principali punti segnalati dalle associazioni di categoria vi è il limite di reddito previsto per l’accesso alle borse di studio, fissato attualmente a 7.750 euro lordi annui, considerato troppo basso rispetto alle esigenze degli specializzandi.
Rimangono inoltre da chiarire il numero dei posti finanziati e le risorse che saranno destinate ai nuovi iscritti del prossimo anno accademico. Al momento, infatti, non è ancora stato definito il nuovo riparto per l’A.A. 2025/2026.
Le indicazioni del Ministero e l'attesa di futuri provvedimenti
Il MUR ha ricordato che resta valido il divieto di cumulare la borsa con altre borse di studio incompatibili previste dalla normativa vigente.
In caso di incompatibilità, sarà comunque possibile rinunciare alla borsa senza interrompere il percorso di specializzazione.
Per il prossimo anno accademico, le Università potranno inoltre attivare borse aggiuntive finanziate con fondi propri o con contributi di enti pubblici e privati.
Il decreto rappresenta un primo passo importante per gli specializzandi dell’area sanitaria non medica. Ciononostante, resta ancora necessario un ulteriore intervento per garantire maggiore chiarezza e stabilità nella programmazione delle scuole di specializzazione e nell’accesso ai percorsi formativi futuri.